giovedì 23 agosto 2007

Kumbum

Per problemi tecnici, scrivo il resoconto degli ultimi 5 giorni con un po' di ritardo.
La maggior parte del nostro gruppo ha concluso la propria vacanza con la visita alla Valle dello Yarlung. Da 14 siamo rimasti in 3!
Mentre salutavamo gli altri, G., M. ed io abbiamo avuto la sensazione che stesse per iniziare una nuova vacanza, completamente diversa dalla precedente.
E in effetti, per il momento, e' stato cosi'. Adesso muoversi e prendere decisioni e' semplice e veloce. Prima dovevamo discutere ogni cosa...

La sera siamo tornati a dormirea a Lhasa e la mattina dopo abbiamo ripreso l'amata jeep, per cominciare un giro di 3 giorni nella zona di Shigatse.
Shigatse, seconda citta' del Tibet, si trova a 250 KM a ovest di Lhasa, sulla via per Kathmandu. Questo percorso e' uno dei piu' frequentati dai turisti. Le strade sono - in media - in ottimo stato e negli alberghi funzionano tutte le tubature.
Sono lontani i giorni del Kham, quando i bambini ci additavano sgranando gli occhi: "Vai guo ren!", stranieri!
Nei ristoranti spendiamo il doppio e in due occasioni ci hanno persino portato delle FORCHETTE, strumento misterioso che non ho mai visto nemmeno a Shanghai.
Sovraffollamento di comitive a parte, in questi 3 giorni abbiamo visto dei posti stupendi.

Il primo giorno abbiamo preso una deviazione verso sud, per ammirare dall'alto di un passo a 4794 m il Yamdrok-tso, uno dei quattro laghi sacri del Tibet.
Nel pomeriggio siamo arrivati a Shigatse, ma si e' messo a piovere e il cielo grigio ha reso tutto triste e deprimente.

Il secondo giorno, sempre accompagnati da una pioggerellina fastidiosa, siamo arrivati a Gyangtse.
Il brutto tempo non e' riuscito a rovinare una fra le piu' belle cittadine fra tutte quelle visitate in Tibet.
La citta' e' collocata in modo scenografico ai piedi di cime brulle e aguzze. Da uno dei cucuzzuli appuntiti incombe il Dzong, la fortezza posta a difesa dellea citta'.
Il quartiere tibetano e' tranquillo e pieno di mucche legate davanti alle porte.
Ma cio' che rende famosa Gyangtse e' il suo Kumbum, il piu' grande chorten del Tibet (per chi non lo sapesse, il chorten e' quella struttura a panettone con puntale in cima - il Natale non c'entra - che serve a canalizzare in un punto le energie che ci circondano). L'edificio e' composto da 4 piani, sovrapposti come una torta a strati, percorribili attraverso delle terrazze esterne. Lungo le terrazze si aprono 77 cappelle, accuratamente affrescate e decorate. Dalla cima, sormontata da una cupola dorata, si ammira un panorama emozionante sui monti e la campagna circostante.
Accanto il Kumbum, sorge un Monastero stranamente scampato alla Rivoluzione Culturale, dove sono conservati affreschi e splendide statue lignee di influenza indiana.
Il terzo giorno siamo tornati a Shigatse per visitare il Monastero di Tashilhunpo. Il complesso, costruito per ospitare quasi 4000 monaci, e' enorme e sembra quasi una citta' nella citta'.
All'interno si trovano 4 templi, circondati dall'intrico delle case dei monaci.
Unica nota dolente: per fotografare all'interno di certe sale chiedono fino a 150 yuan (=15 euro). Come se per fotografare agli Uffizi chiedessero 300 euro!
Il pomeriggio abbiamo vagato per Shigatse, scoprendo che sotto il sole e' una citta' interessante e vivace.

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