giovedì 26 aprile 2007

23-29 marzo 2007: Parigi turista

Sono già stata a Parigi altre volte e adesso la visito stile pacchetto di figurine: cèlo, cèlo, manca. Mi mancavano appunto 3 luoghi, nemmeno troppo secondari, che tengo sempre nella lista dei posti da vedere, ma che per vari motivi non ero ancora riuscita a visitare: l’Opera Garnier, il Museo di Arti Asiatiche Guimet e il Parco del Buttes Chaumont.

L’Opera Garnier è un turbinio di stucchi, ori, colonne e specchi, con un risultato esagerato che piacerebbe molto a mia nonna.
La cupola affrescata da Chagall può far pensare all’osservatore coerente “ma ‘sta roba cosa c’entra?”. Oppure può far tirare un sospiro di sollievo al visitatore oppresso dal foyer neobarocco.
Dipende dai punti di vista.

Opera Garnier Opera Garnier

Non mi aspettavo che il Museo di Arti Asiatiche Guimet fosse così grande! Per visitarlo in modo accurato ci vogliono almeno 4 ore, soprattutto se non si è degli esperti di arte orientale e si ha intenzione di capire quello che si sta vedendo. Infatti, nonostante l’audioguida (compresa nel biglietto) e i numerosi pannelli esplicativi, la mia incolmabile ignoranza e le distanze culturali mi hanno lasciato la sensazione di non poter cogliere fino in fondo il senso delle cose esposte.
Che nervi. Sono uscita con molti interrogativi e la voglia di andare in Cambogia.

Sala del Museo Guimet

La vista dal Buttes Chaumont

La cosa che apprezzo più di Parigi sono i suoi parchi. Mi piace immaginarmi sdraiata sull’erba umidiccia mentre fingo di leggere Proust, una baguette stritolata nel portapacchi della bicicletta parcheggiata accanto, le coppiette che si sbaciucchiano sulle panchine, e tutta la gente che parla con quella dannata erre moscia, che farebbe venire la tonsillite dopo 3 ore a qualunque persona normale.

Il Buttes Chaumont è una tipica creazione romantica, un po’ fosca e teatrale. Se si sale sulla collina fino al tempietto neoclassico, si può godere di uno dei panorami più languidi della Ville Lumiere. La vista non domina la città, ma l'accarezza lentamente fino al Sacro Cuore.

Ma perché Parigi è così romantica????

23-29 marzo 2007: Parigi elettorale

Libertè - Egalitè - Fraternitè


Sono stata a Parigi il mese prima delle elezioni presidenziali. Mi ha fatto piacere vedere che i candidati non hanno invaso le strade con i loro faccioni sorridenti accompagnati da slogan idioti, come si usa da noi.
Il dibattito elettorale mi è sembrata più vivo dove dovrebbe essere: sui giornali, in tv e fra la gente.
I settimanali comparano fra loro i diversi programmi politici, come si fa quando si deve scegliere una tariffa telefonica: chiamate urbane, nazionali, internazionali, festive. Cosa conviene di più?
Le tv pedinano i politici in tutti i loro spostamenti fra dichiarazioni e strette di mano.
I francesi – forse perchè contestatori di natura – mi sono sembrati scontenti e insoddisfatti. Domenica scorsa però, sono accorsi numerosi alle urne.

Faccioni

Lo scopo del mio viaggio era sondare la possibilità di trasferirmi a vivere li.
Attendo il 6 maggio….