sabato 23 giugno 2007

Colmar - ordine e progresso

Oggi, finalmente, mi sono mossa dal paesello loreno per fare una gita a Colmar.

Il viaggio fino a Colmar è stato molto piacevole. Siamo risaliti fino al Passo di Stosswihr, che segna il confine fra Lorena e Alsazia, attraverso pascoli, campi e boschi da fiaba, fino a varcare il confine alsaziano. Qui lo stile delle case cambia radicalmente e diventa tedesco puro.
Abbiamo fatto una sosta veloce a Munster per vedere le cicogne appollaiate sui tetti e per assaggiare il formaggio locale. La gustosa toma ha subito trasformato la nostra macchina in una camera a gas.


Il centro storico di Colmar è un gioiellino ad uso e consumo dei turisti: grazioso, romantico e ordinato.
L’atmosfera è comunque affascinante, soprattutto nella zona detta la “Petite Venice” (appena c’è un canale con un ponte qualcuno grida alla Piccola Venezia).
Luoghi come questi sollevano nella mia mente latina, oltre al piacere e all’ammirazione, alcuni dubbi:
1) Come fanno a tenere tutto così pulito? E soprattutto, perché noi non ne siamo capaci?
2) Ma tutti ‘sti fiori alle finestre ce li mette l’ente del turismo?
3) Dove nascondono i barboni?

I turisti nordici in Italia devono sentirsi in un girone infernale, quando vagano per le nostre strade…

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